OSSI DI SEPPIA XVI
Tentava la vostra mano la tastiera,
i vostri occhi leggevano sul foglio
gl’impossibili segni; e franto era
ogni accordo come una voce di cordoglio.
Compresi che tutto, intorno, s’inteneriva
in vedervi inceppata inerme ignara
del linguaggio piú vostro: en bruiva
oltre i vetri socchiusi la marina chiara.
Passó nel riquadro azzurro una fugace danza
di farfalle; una fronda si scrolló nel sole.
Nessuna cosa prossima trovava le sue parole,
ed era mia, era nostra, la vostra dolce ignoranza.
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